A vedere Diliberto c'è una gran soddisfazione
ce l'ha a morte con Veltroni l'occhialuto brontolone
vuole vincere Oliviero, senza starsi a preoccupare
che negli ultimi due anni abbia detto solo: male!
Il suo appello disperato fa tristezza poveretto
tutti insieme dobbiam stare se no vince quel nanetto!
forse è l’unico che ancora non s’è accorto che la gente
tra lui e berlusconi non capisce più chi mente
Dov’è la differenza, tra chi ruba per sé
e chi invece ruba a tutti, per restare lì dov’è?
riformare le pensioni contro i giovani coglioni
aumentare sì le tasse, questa è lotta di classe
che quei soldi a noi ci servon dobbiam darli al malgoverno
Gli statali fannulloni? Difesi da noi leoni!
Non hai voglia di far niente? vieni tra la nostra gente!
Tanto ormai dagli operai ci arrivan solo guai
vuoi vedere che stavolta votan contro veramente
a chi finge di difenderli e poi li incula alacremente
E per questo che Oliviero alza sempre un po’ la voce
non sia mai che a questo giro tocchi a lui portar la croce
dietro a quella grande spocchia si nasconde quel terrore
che lo porterà in ginocchio ai piedi dell’imperatore.
Oliviero sai che c’è? Gli dirà il nuovo re
di te faremo a meno come anche di Giordano
magari perderemo, forse è vero chi lo sa?
ma sicuro vinceremo tra chi di nuovo ci amerà
solo questo mi interessa, perlomeno a questo giro.
di chiarire che con noi tu non vieni stai sicuro.
Se per questo sono pazzo sia lodata la pazzia
l’entusiasmo che rinasce e una gran bella follia
per il resto stai tranquillo non rimani fermo un giro
qualche amico che ti vota dai lo trovi di sicuro
mal che vada, sei esperto, adeguati all’andazzo
guarda a destra che c’è posto, per un’altra testa di cazzo.
La teoria dei giochi, se si esclude per quegli economisti e matematici ai quali fa vincere il Nobel, è il modo migliore per rovinarsi la giornata.
Se chiamiamo Collettività noi stessi e Sistema politico coloro che detengono la gestione del potere e delle risorse otteniamo, con l’ausilio di un paio di matrici, il motivo per cui, in modo del tutto razionale e esclusivamente a causa della collettività, il Sistema politico continuerà a ridistribuire risorse soltanto a se stesso (o ai propri amici).
Dato 10 il valore delle risorse distribuibili, ipotizziamo che la collettività abbia due azioni possibili: combattere per ottenerle o rassegnarsi*. Allo stesso modo il sistema politico, detentore delle risorse, può decidere di cedere alle pressioni della collettività e elargirgli parte delle stesse oppure resistere e tenere tutto per sé. A questo punto si ottiene la matrice 1, dove il primo valore indica il payoff (ricompensa) della riga e il secondo quello della colonna, vale a dire:
1) se la collettività non combatte e il sistema tende a cedere, elargirà comunque una piccola mancia (2 collettività, 8 sistema);
2) se la collettività non combatte e il sistema tende a non cedere terrà tutto per se (0,10);
3) se la collettività combatte e il sistema cede otterrà buona parte delle risorse dalle quali si dovrà detrarre il costo della lotta (ipotizzato in 3) ((8-3),2);
4) se la collettività combatte e il sistema non cede si lotterà ad oltranza fino alla distruzione delle risorse (0,0)
Matrice 1.
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Sistema politico |
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Collettività |
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Cede |
Non cede |
|
Non combatte |
2,8 |
0,10 |
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|
Combatte |
5,2 |
0,0 |
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Da questa matrice si deduce che, se per il sistema può essere difficile scegliere la strategia più razionale (potendo ottenere in un caso 8 o 2 e nell’altro 10 o 0), per la collettività il combattimento è sempre la scelta ottimale (essendo 5 o 0 sempre preferibile a 2 o 0).
Sembrerebbe quindi che, accettando l’ipotesi ottimistica di una forte coesione sociale, il futuro ci possa far ben sperare o, detto in altro modo, che occorra muoversi con decisione e usare tutte le proprie forze per creare una collettività coesa, unico sistema per imporre ad un sistema politico indeciso un atteggiamento razionale orientato alla cedevolezza: se il sistema politico è a conoscenza della coesione che porta con sé la razionalità del combattimento, infatti, la sua scelta non sarà più neutrale ma sarà razionalmente quella di cedere (preferendo conservare 2 piuttosto che ottenere 0).
Il sistema sembra poter trovare un equilibrio in 5,2, fortemente vantaggioso per la collettività e clamorosamente smentito dai fatti.
A questo punto si potrebbe pensare che la distinzione tra esperienza e risultato teorico possa derivare dal venir meno dell’ipotesi di forte coesione all’interno della collettività, presumibilmente a causa di un intervento continuo da parte del sistema politico atto a favorire la disgregazione sociale, cosa che oltretutto parrebbe trovare molte conferme in questi anni; magra consolazione, ma pur sempre di conforto, come tutte le soluzioni che prevedano un colpevole diverso da noi.
Tuttavia, pur non volendo negare l’esistenza di questa politica, essa è, in definitiva, del tutto irrilevante per il risultato finale; il colpevole delle nostre disgrazie e della situazione attuale si cela sotto spoglie ben diverse.
Se si analizza il comportamento della collettività, infatti, si ottiene un dilemma sociale che comporta necessariamente un risultato deprimente: la posizione di equilibrio della Matrice 1, indipendentemente dai tentativi del sistema politico di influenzare la collettività, si troverà su una posizione ben più svantaggiosa per la stessa.
Prendendo dalla stessa il valore 8 come equivalente delle risorse** che la collettività riesce a strappare al sistema politico in caso di lotta si ottiene infatti la Matrice
Ricordandosi che il costo della lotta*** è pari a 3 si ottiene che:
1) se nessuno combatte, nessuno ottiene nulla (0,0);
2) se il singolo non combatte e la collettività combatte, il singolo risparmierà il costo della lotta che sarà a carico degli altri (8,8-3);
3) se il singolo combatte e la collettività non combatte il singolo non solo non otterrà nulla (essendo da solo irrilevante per influenzare la scelta del sistema politico) ma ci rimetterà anche il costo della lotta (0-3,0);
4) se tutti combattono ottengono tutti le risorse meno il costo della lotta (8-3,8-3).
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Collettività |
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Singolo |
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Non combatte |
Combatte |
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Non Combatte |
0,0 |
8,5 |
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|
Combatte |
-3,0 |
5,5 |
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A questo punto appare evidente come la scelta più razionale per il singolo sia quella di non combattere (0 o 8 è sempre preferibile a -3 o 5) confidando nel fatto che lo facciano gli altri. In questo modo però, essendo una collettività nient’altro che la somma di molti singoli, quello che si otterrà nel lungo periodo è che la collettività stessa tenderà a non combattere. Nella Matrice 2., infatti, non si ha nessun assestamento graduale dei payoff che permetta ai singoli individui di avere percezione della pericolosità della propria scelta man mano che aumenta il numero di individui che decide di adottare un comportamento opportunistico: ogni singolo individuo effettuerà la medesima valutazione e, quando sarà troppo tardi, ogni singolo individuo percepirà, correttamente, una sua irrilevanza verso la possibilità di ritorno ad un atteggiamento collaborativo che necessiti, per avere un’utilità, della medesima scelta da parte di tutti gli altri.
La collettività quindi, attraverso le scelte razionali dei suoi singoli componenti, deciderà in modo irrazionale di non combattere rinunciando, in questo modo, al totale delle risorse.
Consapevole di questa scelta, infatti, il sistema politico si riposizionerà su quella che a questo punto è diventata la sua scelta razionale: tra 8 e 10 sceglierà 10 portando l’equilibrio definitivo delle due matrici subordinate in 0 per la collettività, 10 per il sistema.
Come si può vedere, quindi, in caso di analisi corretta, la teoria coincide esattamente con i fatti, individuando chiaramente un equilibrio di lungo periodo già in essere e destinato a perdurare perché basato esclusivamente sulle scelte razionali dei singoli, entità un po’ pirla che non siamo altro che noi stessi.
Se stavate cercando un colpevole, quindi, non guardatevi tanto in giro: bastiamo noi e non ci stiamo nemmeno sbagliando.
*teniamo presente che questa ipotesi è già fortemente vantaggiosa per la collettività presumendo un accordo interno su ciò che si vuole, come procedere per ottenerlo, come ridistribuirlo, ecc.
** per la precisione, come si intuirà nel proseguo, si tratta di una valorizzazione delle risorse pro capite e non del valore complessivo.
*** anche qui pro capite.
Era ora finalmente,
grida adesso la sua gente,
portate il predellino!
torna il figlio di Bettino.
E' rimasto fermo un giro
durato poco tempo
poi gli abbiam ridato il posto
senza dargli nocumento.
Il conflitto d'interessi?
saremo mica fessi!
abbiam altro a cui pensare
c'è Mastella da viziare.
Poverino clementino,
così onesto e distaccato,
per un paio di consigli
si ritrova rovinato.
Già lo vedo domattina
a testa bassa, tristemente,
far la fila col precario
per una vita deprimente.
Disoccupato a quell’età?
Secondo voi ce la farà?
Dato il caso disperato
un amico va trovato!
per fortuna che c’è Silvio
che signore! che altruista!
Presidente della Camera
è già il primo della lista.
E' una settimana dura,
si scriveva sulla stampa
cade? Sviene? Resta in piedi?
la domanda d’ordinanza.
Ma nessuno ci fa caso,
dopo un anno sempre uguale,
anche chi più ci credeva
non andrà al suo funerale.
Questo è il brutto della storia
il progresso qui non c’entra
le speranze sono morte
e il futuro ci spaventa.
Ci mancava pure il crucco,
permaloso come pochi,
non mi voglion venerare!
resto a casa coi miei giochi.
Ci perdoni sua maestà!
han gridato genuflessi
i suoi voti son preziosi
non dia retta a quei due fessi.
Se poi viene qui a Palermo
festeggiamo tutti insieme
che le veglie son finite
per quel gran uomo perbene,
se si sbriga le conservo
due cannoli ancora freschi
in un bel preservativo
poi si porterà via i resti.
Ma da oggi è un’altra storia,
il passato non c’è più
sia fatta la sua gloria
se ne va via Belzebù.
Comunisti e assassini,
mangiatori di bambini
fate largo al redentore
torna l’unto del signore.
Con Cuffaro alla giustizia
si grazierà Contrada
cancellando un’altra storia
quella che non aggrada.
Ispirata da stefanopz